Tu non sei malato, sei assetato ! Un rivoluzionario metodo
naturale per ristabilire la salute e prevenire la malattia Dr. F.
Batmanghe Molte malattie che attualmente affliggono milioni di persone
in tutto il mondo, derivano da una semplice causa non riconosciuta: non beviamo
acqua a sufficienza !
Quando il nostro corpo di tanto in tanto protesta attraverso
il dolore, noi chiamiamo questi disperati segnali di sete (disidratazione)
asma, diabete, artrite, angina, obesità, morbo di Alzheimer, alto tasso di
colesterolo, ipertensione e così via. Questa è la rivoluzionaria scoperta
medica che il dott. Batmanghelidj, iraniano, illustra nel suo libro
straordinario: se bevessimo giornalmente più acqua, egli sostiene, molte
malattie degenerative potrebbero essere prevenute, o perfino curate.
Il dott. Batmanghelidj scoprì per la prima volta i poteri
terapeutici dell’acqua in un’affollata prigione di Teheran dove fu recluso
durante la rivoluzione del 1979. Un giorno, per disperazione, prescrisse
l’unico medicamento che avesse ad uno dei 3000 terrorizzati compagni di pena,
il quale stava letteralmente morendo di acutissimi dolori allo stomaco: un paio
di bicchieri di acqua. L’uomo si riprese entro pochi minuti. In quel momento –
afferma il dottore – “era nata una nuova
era nel progresso della
scienza medica”
.Dopo il suo rilascio, il dott. Batmanghelidj si trasferì
negli USA per iniziare ulteriori
ricerche circa l’uso
dell’acqua come medicina.
Quasi totalmente ignorato dalla Associazione
Medica Americana, dopo aver esposto le sue scoperte quasi 20 anni fa, ha
reagito scrivendo questo libro per supportare i suoi numerosi, accurati e
meticolosi articoli scientifici. Questo
libro ha già venduto oltre 350.000 copie nell’edizione inglese. E’ stato inoltre
pubblicato in Iran, Francia, Germania, India ed altri paesi. Alcune delle
moltissime lettere di testimonianza di
lettori e di medici qui incluse
confermano la validità del suo metodo. Il dott. Batmanghelidj crede fortemente
che se le sue scoperte fossero ampiamente adottate, i bilanci della sanità in
tutti i paesi avanzati potrebbero risparmiare miliardi di dollari, riducendo
nettamente la nostra dipendenza dai medicinali
prodotti dalle multinazionali farmaceutiche. Egli
suggerisce di leggere questo
libro come una storia d’amore, come un romanzo che descrive “la bellissima
relazione tra l’acqua ed il corpo umano”.
RINGRAZIAMENTI
Vorrei ringraziare mia moglie Xiaopo per l’affettuoso
sostegno e la collaborazione. Desidero esprimere sincera gratitudine al
colonnello Robert T. Sanders per i suoi instancabili sforzi diretti a far sì
che le mie opinioni sulla disidratazione
cronica vengano ascoltati
dalla gente che
egli ritiene possa desiderare di
collaborare alla “diffusione del messaggio”. Voglio ringraziare anche tutti
coloro che sono stati appassionati sostenitori e mi hanno incoraggiato a
continuare ed a non arrendermi. Vorrei infine esprimere gratitudine alla
Signora Dorothy Heindel per aver pubblicato tutti i miei libri e manoscritti.
Dopo il mio apprendistato presso l’Ospedale St. Mary, Scuola
medica dell’Università di Londra, e dopo aver avuto l’onore di essere stato
scelto come uno dei dottori residenti, tornai in Iran, dove sono nato, per
aprire centri medici e cliniche per i bisognosi.
Questo sforzo ebbe molto successo finché il vulcano politico
non esplose e delle masse inferocite non abbatterono lo Shah ed il governo
iraniano. Ci fu poi un risvolto tragico di questo storico evento. Quasi tutte
le persone dotate di capacità professionali e creative che si trovavano nel
paese furono condotte in prigione per essere indagate, processate ed eliminate
nel più breve tempo possibile. Alcuni vennero fucilati nel giro di alcuni
giorni. I processi rivoluzionari consistevano semplicemente
nell’identificazione, nella dichiarazione di colpevolezza, seguite dalla
sentenza. Il processo non durava più di dieci minuti. Ad alcuni era concesso un
po’ più di tempo prima di essere “processati”.
Io fui così fortunato da ritrovarmi in questo secondo gruppo.
Ritengo che il ritardo con cui fui sottoposto a giudizio fu dovuto al fatto che
le mie capacità di medico erano utili ai dirigenti della prigione.
La prigione Evin di Teheran, dove fui rinchiuso per 2 anni e
7 mesi, era stata costruita per 600 persone, ma ci fu un periodo in cui ospitò
8-9000 persone, pigiate come sardine. Nella fase di massimo furore
rivoluzionario, quando furono incarcerati membri di diverse parti politiche, le
autorità usarono celle da 6-8 detenuti per segregarne fino a 90. Un terzo
doveva stare disteso, un terzo accovacciato ed un terzo in piedi. Dopo poche
ore, i prigionieri dovevano, a
rotazione, scambiarsi le posizioni.
L’incubo della vita e della morte in quel buco infernale
perseguitava tutti e mise alla prova il coraggio e la resistenza sia dei forti
che dei deboli. Fu allora che il corpo umano mi rivelò alcuni dei suoi maggiori
segreti, segreti mai compresi dalla scienza medica.
Per la maggior
parte dei prigionieri,
di età dai
14 agli 80
anni, la pressione di questa vita
eccezionalmente dura causò molto stress e malattie. Il destino deve avermi
scelto per essere lì ad aiutare parte di questa gente disperata. Una notte,
dopo circa due mesi dalla mia reclusione (avevo cominciato con 6 settimane di
isolamento), quel destino si rivelò.
Erano circa le ore 23. Mi svegliai e mi resi conto che un
mio compagno di cella soffriva di
terribili dolori allo
stomaco. Non riusciva
nemmeno a camminare da solo. Gli
altri lo stavano aiutando a stare in piedi. Egli soffriva di un’ulcera peptica
ed aveva bisogno di un medicinale. Rimase malissimo quando gli dissi che non mi
era stato permesso di portare con me in prigione scorte di medicinali.
Allora l’evento
sorprendente si verificò ! Gli diedi due bicchieri d’acqua.
Il dolore scomparve in pochi minuti ed egli poté
stare in piedi da solo. Il suo sorriso andava da un orecchio all’altro.
Non potete immaginare la gioia che provò per il sollievo, perfino in una
situazione del genere.
“Che accade
se il dolore ritorna?” mi chiese.“ Bevi due bicchieri d’acqua ogni 3 ore”,
risposi.
Fu libero dal dolore e dalla malattia per il resto della sua
detenzione. La sua “cura dell’acqua” in quell’ambiente così inospitale mi stupì
come medico. Sapevo di essere stato testimone di un potere curativo dell’acqua che non mi era stato
insegnato alla Scuola di Medicina. Mi sentii sicuro che una simile osservazione
non era mai stata fatta nell’ambito della ricerca medica.
Se l’acqua poteva
curare l’attacco di
una malattia dolorosa
in un ambiente così stressante,
certamente ciò richiedeva ulteriore ricerca. Mi resi conto che il mio destino
di terapeuta mi aveva condotto in quel “laboratorio di stress umano” per
insegnarmi un nuovo approccio alla medicina e per rivelare molti altri segreti
nascosti riguardanti il corpo umano. Aprii gli occhi. Istintivamente mi
resi conto del motivo per cui ero finito in prigione.
Smisi di pensare a me stesso ed incominciai a concentrarmi
sulla ricerca medica. Iniziai a identificare i numerosi problemi di salute
causati dallo stress della prigionia. Nella maggior parte dei casi essi
implicavano dolori di natura ulcerosa. Io trattai quelli che venivano da me con
ciò che aveva dimostrato essere il miglior “elisir naturale”: l’acqua. Scoprii
che l’acqua poteva trattare e sanare più malattie di qualunque altra medicina
che conoscevo.
Riusciva a curare persino qualcuno che stava letteralmente
morendo di dolore ! Erano di nuovo le ore 23 circa. Stavo andando da un
compagno malato
quando udii un lamento proveniente da una cella in fondo al
corridoio. Seguii il suono e trovai un giovane arrotolato sul pavimento della
sua cella. Sembrava totalmente incosciente ed emetteva profondi, laceranti
lamenti.
Gli chiesi cosa avesse. Non reagì. Dovetti scuoterlo, prima
che fosse in grado di rispondere che la sua ulcera lo stava uccidendo.
“Che cosa hai fatto per placare il dolore?”, gli chiesi.
Mi spiegò esitando. “Sin dall’una… quando è iniziato, ho
preso tre Tagamesh… un’intera bottiglia di antiacido… ma il dolore non ha fatto
che peggiorare”. ( In quel periodo i prigionieri potevano ottenere medicinali
dall’ospedale del carcere).
A quel punto avevo idee molto più chiare sul dolore da
ulcera peptica. Ciò di cui non
mi ero reso
conto fino ad
allora era la
gravità che poteva raggiungere quando neppure forti
calmanti riuscivano a fermarlo. Dopo
aver esaminato il suo addome per verificare possibili complicazioni, gli detti
due bicchieri di acqua del rubinetto – all’incirca mezzo litro. Lo lasciai per
visitare un altro compagno malato e tornai dopo dieci minuti. Le grida di
dolore non risuonavano più nel corridoio.
“Come ti senti?” gli
chiesi “Molto meglio”, rispose, “ma provo ancora un po’ di dolore”.
Gli diedi un terzo bicchiere d’acqua ed il dolore cessò
completamente entro quattro minuti.
Quest’uomo era stato semi-incosciente in punto di morte;
aveva assunto un’enorme quantità di medicine per l’ulcera senza alcun risultato
ed ora, dopo aver bevuto tre soli bicchieri di acqua del rubinetto, era senza
dolori, in grado di stare seduto e di socializzare con gli amici.
Che scoperta umiliante! Ed io che credevo di aver ricevuto
la migliore preparazione medica del mondo, a Londra!
Durante i miei quasi tre anni di prigionia curai oltre 3000 casi di ulcera con la sola
acqua nella prigione Evin di Teheran – il mio laboratorio di stress donatomi da
Dio”. Tutti i miei ringraziamenti vanno all’acqua. Schietta, semplice, gratuita
medicina per tutti. L’acqua che noi tutti consideriamo una cosa scontata!
L’acqua che la medicina ufficiale ha abbandonato come indegna di ricerca!
Da quando ho avuto l’intuizione di considerare l’acqua una
medicina naturale, ho sviluppato e applicato questa tecnica fino al punto che
ha alleviato e curato centinaia di malattie e di dolori cronici considerati
incurabili. Ho visto l’acqua capovolgere
completamente stati come asma, angina, ipertensione, emicrania, dolori artritici,
mal di schiena, dolori da colite e stitichezza cronica, bruciore di stomaco,
ernia, depressione, sindrome da stanchezza cronica, alto tasso di
colesterolo, nausea mattutina,
problemi di soprappeso,
perfino problemi di cuore che si ritenevano sanabili solo con un by-pass
chirurgico. Tutte queste sintomatologie hanno
semplicemente e permanentemente risposto alla cura dell’acqua
. Comune acqua “naturale”. Qualunque acqua voi beviate volentieri va bene.
L’acqua del rubinetto è buona come qualsiasi altra.
Questo libro rivela come l’acqua possa curare tanti problemi
di salute, spiegando cosa accade quando non c’è sufficiente acqua nel corpo e
contiene l’informazione che vi serve per applicare questa semplice ma reale
scoperta al
vostro benessere personale.
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