lunedì 30 luglio 2012

il tuo corpo implora acqua


Tu non sei malato, sei assetato ! Un rivoluzionario metodo naturale per ristabilire la salute e prevenire la malattia Dr. F. Batmanghe    Molte malattie  che attualmente affliggono milioni di persone in tutto il mondo, derivano da una semplice causa non riconosciuta: non beviamo acqua a sufficienza !
Quando il nostro corpo di tanto in tanto protesta attraverso il dolore, noi chiamiamo questi disperati segnali di sete (disidratazione) asma, diabete, artrite, angina, obesità, morbo di Alzheimer, alto tasso di colesterolo, ipertensione e così via. Questa è la rivoluzionaria scoperta medica che il dott. Batmanghelidj, iraniano, illustra nel suo libro straordinario: se bevessimo giornalmente più acqua, egli sostiene, molte malattie degenerative potrebbero essere prevenute, o perfino curate.
Il dott. Batmanghelidj scoprì per la prima volta i poteri terapeutici dell’acqua in un’affollata prigione di Teheran dove fu recluso durante la rivoluzione del 1979. Un giorno, per disperazione, prescrisse l’unico medicamento che avesse ad uno dei 3000 terrorizzati compagni di pena, il quale stava letteralmente morendo di acutissimi dolori allo stomaco: un paio di bicchieri di acqua. L’uomo si riprese entro pochi minuti. In quel momento – afferma il dottore – “era nata una nuova         era  nel progresso  della  scienza  medica”
.Dopo il suo rilascio, il dott. Batmanghelidj si trasferì negli USA per iniziare ulteriori  ricerche  circa  l’uso  dell’acqua  come  medicina.  Quasi  totalmente ignorato dalla Associazione Medica Americana, dopo aver esposto le sue scoperte quasi 20 anni fa, ha reagito scrivendo questo libro per supportare i suoi numerosi, accurati e meticolosi articoli scientifici.   Questo libro ha già venduto oltre 350.000 copie nell’edizione inglese. E’ stato inoltre pubblicato in Iran, Francia, Germania, India ed altri paesi. Alcune delle moltissime  lettere di testimonianza di lettori e di medici  qui incluse confermano la validità del suo metodo. Il dott. Batmanghelidj crede fortemente che se le sue scoperte fossero ampiamente adottate, i bilanci della sanità in tutti i paesi avanzati potrebbero risparmiare miliardi di dollari, riducendo nettamente la nostra dipendenza dai medicinali  prodotti  dalle  multinazionali  farmaceutiche.  Egli  suggerisce  di leggere questo libro come una storia d’amore, come un romanzo che descrive “la bellissima relazione tra l’acqua ed il corpo umano”.
 RINGRAZIAMENTI
Vorrei ringraziare mia moglie Xiaopo per l’affettuoso sostegno e la collaborazione. Desidero esprimere sincera gratitudine al colonnello Robert T. Sanders per i suoi instancabili sforzi diretti a far sì che le mie opinioni sulla disidratazione   cronica   vengano   ascoltati   dalla   gente   che   egli   ritiene possa desiderare di collaborare alla “diffusione del messaggio”. Voglio ringraziare anche tutti coloro che sono stati appassionati sostenitori e mi hanno incoraggiato a continuare ed a non arrendermi. Vorrei infine esprimere gratitudine alla Signora Dorothy Heindel per aver pubblicato tutti i miei libri e manoscritti.
Dopo il mio apprendistato presso l’Ospedale St. Mary, Scuola medica dell’Università di Londra, e dopo aver avuto l’onore di essere stato scelto come uno dei dottori residenti, tornai in Iran, dove sono nato, per aprire centri medici e cliniche per i bisognosi.
Questo sforzo ebbe molto successo finché il vulcano politico non esplose e delle masse inferocite non abbatterono lo Shah ed il governo iraniano. Ci fu poi un risvolto tragico di questo storico evento. Quasi tutte le persone dotate di capacità professionali e creative che si trovavano nel paese furono condotte in prigione per essere indagate, processate ed eliminate nel più breve tempo possibile. Alcuni vennero fucilati nel giro di alcuni giorni. I processi rivoluzionari consistevano semplicemente nell’identificazione, nella dichiarazione di colpevolezza, seguite dalla sentenza. Il processo non durava più di dieci minuti. Ad alcuni era concesso un po’ più di tempo prima di essere “processati”.
Io fui così fortunato da ritrovarmi in questo secondo gruppo. Ritengo che il ritardo con cui fui sottoposto a giudizio fu dovuto al fatto che le mie capacità di medico erano utili ai dirigenti della prigione.
La prigione Evin di Teheran, dove fui rinchiuso per 2 anni e 7 mesi, era stata costruita per 600 persone, ma ci fu un periodo in cui ospitò 8-9000 persone, pigiate come sardine. Nella fase di massimo furore rivoluzionario, quando furono incarcerati membri di diverse parti politiche, le autorità usarono celle da 6-8 detenuti per segregarne fino a 90. Un terzo doveva stare disteso, un  terzo  accovacciato ed un terzo in piedi. Dopo poche ore,  i prigionieri dovevano, a rotazione, scambiarsi le posizioni.
L’incubo della vita e della morte in quel buco infernale perseguitava tutti e mise alla prova il coraggio e la resistenza sia dei forti che dei deboli. Fu allora che il corpo umano mi rivelò alcuni dei suoi maggiori segreti, segreti mai compresi dalla scienza medica.
Per  la  maggior  parte  dei  prigionieri,  di  età  dai  14  agli  80  anni,  la pressione di questa vita eccezionalmente dura causò molto stress e malattie. Il destino deve avermi scelto per essere lì ad aiutare parte di questa gente disperata. Una notte, dopo circa due mesi dalla mia reclusione (avevo cominciato con 6 settimane di isolamento), quel destino si rivelò.
Erano circa le ore 23. Mi svegliai e mi resi conto che un mio compagno di cella  soffriva  di  terribili  dolori  allo  stomaco.  Non  riusciva  nemmeno  a camminare da solo. Gli altri lo stavano aiutando a stare in piedi. Egli soffriva di un’ulcera peptica ed aveva bisogno di un medicinale. Rimase malissimo quando gli dissi che non mi era stato permesso di portare con me in prigione scorte di medicinali.
Allora l’evento sorprendente si verificò ! Gli diedi due bicchieri d’acqua.
Il dolore scomparve in pochi minuti ed egli  poté  stare in piedi da solo. Il suo sorriso andava da un orecchio all’altro. Non potete immaginare la gioia che provò per il sollievo, perfino in una situazione del genere.
“Che accade se il dolore ritorna?” mi chiese.“ Bevi due bicchieri d’acqua ogni 3 ore”, risposi.
Fu libero dal dolore e dalla malattia per il resto della sua detenzione. La sua “cura dell’acqua” in quell’ambiente così inospitale mi stupì come medico. Sapevo di essere stato testimone di un potere  curativo dell’acqua che non mi era stato insegnato alla Scuola di Medicina. Mi sentii sicuro che una simile osservazione non era mai stata fatta nell’ambito della ricerca medica.
Se  l’acqua  poteva  curare  l’attacco  di  una  malattia  dolorosa  in  un ambiente così stressante, certamente ciò richiedeva ulteriore ricerca. Mi resi conto che il mio destino di terapeuta mi aveva condotto in quel “laboratorio di stress umano” per insegnarmi un nuovo approccio alla medicina e per rivelare molti altri   segreti   nascosti riguardanti il corpo umano. Aprii gli occhi. Istintivamente mi resi conto del motivo per cui ero finito in prigione.
Smisi di pensare a me stesso ed incominciai a concentrarmi sulla ricerca medica. Iniziai a identificare i numerosi problemi di salute causati dallo stress della prigionia. Nella maggior parte dei casi essi implicavano dolori di natura ulcerosa. Io trattai quelli che venivano da me con ciò che aveva dimostrato essere il miglior “elisir naturale”: l’acqua. Scoprii che l’acqua poteva trattare e sanare più malattie di qualunque altra medicina che conoscevo.
Riusciva a curare persino qualcuno che stava letteralmente morendo di dolore ! Erano di nuovo le ore 23 circa. Stavo andando da un compagno malato
quando udii un lamento proveniente da una cella in fondo al corridoio. Seguii il suono e trovai un giovane arrotolato sul pavimento della sua cella. Sembrava totalmente incosciente ed emetteva profondi, laceranti lamenti.
Gli chiesi cosa avesse. Non reagì. Dovetti scuoterlo, prima che fosse in grado di rispondere che la sua ulcera lo stava uccidendo.
“Che cosa hai fatto per placare il dolore?”, gli chiesi.
Mi spiegò esitando. “Sin dall’una… quando è iniziato, ho preso tre Tagamesh… un’intera bottiglia di antiacido… ma il dolore non ha fatto che peggiorare”. ( In quel periodo i prigionieri potevano ottenere medicinali dall’ospedale del carcere).
A quel punto avevo idee molto più chiare sul dolore da ulcera peptica. Ciò di  cui  non  mi  ero  reso  conto  fino  ad  allora  era  la  gravità  che  poteva raggiungere quando neppure forti calmanti  riuscivano a fermarlo. Dopo aver esaminato il suo addome per verificare possibili complicazioni, gli detti due bicchieri di acqua del rubinetto – all’incirca mezzo litro. Lo lasciai per visitare un altro compagno malato e tornai dopo dieci minuti. Le grida di dolore non risuonavano più nel corridoio.
“Come ti senti?” gli chiesi “Molto meglio”, rispose, “ma provo ancora un po’ di dolore”.
Gli diedi un terzo bicchiere d’acqua ed il dolore cessò completamente entro quattro minuti.
Quest’uomo era stato semi-incosciente in punto di morte; aveva assunto un’enorme quantità di medicine per l’ulcera senza alcun risultato ed ora, dopo aver bevuto tre soli bicchieri di acqua del rubinetto, era senza dolori, in grado di stare seduto e di socializzare con gli amici.
Che scoperta umiliante! Ed io che credevo di aver ricevuto la migliore preparazione medica del mondo, a Londra!
Durante i miei quasi tre anni di prigionia  curai oltre 3000 casi di ulcera con la sola acqua nella prigione Evin di Teheran – il mio laboratorio di stress donatomi da Dio”. Tutti i miei ringraziamenti vanno all’acqua. Schietta, semplice, gratuita medicina per tutti. L’acqua che noi tutti consideriamo una cosa scontata! L’acqua che la medicina ufficiale ha abbandonato come indegna di ricerca!
Da quando ho avuto l’intuizione di considerare l’acqua una medicina naturale, ho sviluppato e applicato questa tecnica fino al punto che ha alleviato e curato centinaia di malattie e di dolori cronici considerati incurabili.  Ho visto l’acqua capovolgere completamente stati come asma, angina, ipertensione, emicrania, dolori artritici, mal di schiena, dolori da colite e stitichezza cronica, bruciore di stomaco, ernia, depressione, sindrome da stanchezza cronica, alto tasso  di  colesterolo,  nausea  mattutina,  problemi  di  soprappeso,  perfino problemi di cuore che si ritenevano sanabili solo con un by-pass chirurgico. Tutte  queste  sintomatologie  hanno  semplicemente  e  permanentemente risposto alla cura dell’acqua . Comune acqua “naturale”. Qualunque acqua voi beviate volentieri va bene. L’acqua del rubinetto è buona come qualsiasi altra.
Questo libro rivela come l’acqua possa curare tanti problemi di salute, spiegando cosa accade quando non c’è sufficiente acqua nel corpo e contiene l’informazione che vi serve per applicare questa semplice ma reale scoperta al
vostro benessere personale.

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